Tom Hiddleston on Lawrence of Arabia

The first time I saw Lawrence of Arabia was on VHS with my father in 1995. I was 14 or 15 years old. My parents were divorced so watching films became a father-son bonding experience and we had to watch this because ‘it was one of the greats’. The first thing that struck me was the score by Maurice Jarre. It is the very definition of epic.

I have since come to realise that Lawrence informed the tastes of all the directors who have inspired me. A film like The English Patient, which I deeply love, couldn’t have existed without Lawrence of Arabia and its romantic view of the desert wilderness; how the sun and sand can addle your brain and make you dream in wilder ways.

Peter O’Toole is magnificent in this film and at his most handsome. Though he has an otherworldly grace on screen, what is most interesting for me is what’s going on behind his blue eyes – that piercing intelligence and almost messianic wildness. Here is a man living on the edge. In the scene where Lawrence rides over the Sun’s Anvil in the Nefud desert to rescue his servant Gasim, risking death in the midday sun, there is a close-up of O’Toole’s face and you see this man is crazy, but is being pulled by some superhuman spirit.

The more work I’ve done, the more admiration I have for Lawrence because each set-up takes military precision. War Horse is probably the closest I’ve ever come to making a film like Lawrence. When I rode in the cavalry charge with Benedict Cumberbatch and Patrick Kennedy, there were no visual effects except for the machine gun fire. The Lawrence of Arabia director David Lean was working at a time when there were no computer-generated images. If you watch the camel charge in Lawrence’s Battle of Aqaba (O’Toole actually braved the ride by drinking brandy) there is something so honest about it; the magic depends upon so many different people succeeding at the same time. I still marvel at that scene.

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(Traduzione libera ad opera delle admin del sito).

La prima volta che ho visto il film Lawrence d’Arabia era in WHS, in compagnia di mio padre, nel 1995. Avevo 14 o 15 anni. I miei genitori si erano separati e così guardare dei film era diventato il modo per creare una sorta di legame padre-figlio ed avevamo deciso di guardare questo film perchè “era uno dei grandi classici”.

La prima cosa che mi ha colpito è stata la partitura di Maurice Jarre. E’ un’autentica definizione di epicità.

Inoltre, io ho capito come il personaggio di Lawrence abbia plasmato tutti i registi che mi hanno ispirato. Un film come “Il Paziente Inglese”, che io amo profondamente, non avrebbe potuto esistere senza “Lawrence d’Arabia” e la sua romantica visione della zona desertica; come il sole e la sabbia possano impossessarsi del tuo cervello e farti sognare nei modi più sfrenati.

Peter O’Toole è magnifico in questo film ed è al massimo del suo fascino. Inoltre ha una infinita grazia sullo schermo, e la cosa più interessante per me è cercare di capire cosa succede dietro ai suoi occhi blu, quale pungente intelligenza e quale quasi messianica selvatichezza. Ecco un uomo che vive in bilico. Nella scena dove Lawrence cavalca su Sun’s Anvil nel deserto Nefud per salvare il suo servo Gasim, rischiando la vita nel sole del mezzogiorno, appare un primo piano di O’Toole e tu capisci che quell’uomo è quasi pazzo, ma nel contempo sta diventando posseduto da qualche grande spirito sovraumano.

Più io lavoro, più nutro ammirazione per Lawrence perchè ogni scena acquista una precisione militaresca. War Horse è probabilmente il lavoro più vicino a Lawrence che io abbia fatto. Quando ho girato la scena della carica a cavallo con Benedict Cumberbatch a Patrick Kennedy, non c’erano effetti speciali ad eccezione degli spari delle armi da fuoco. Il regista di Lawrence d’Arabia, David Lean, ha lavorato in un periodo in cui non c’erano immagini generate da computer. Se tu osservi la carica dei cammelli nella battaglia di Aqaba di Lawrence (O’Toole ha affrontato la cavalcata bevendo brandy) c’è qualcosa di così reale; e la magia dipende da così tanta diversa gente che compare tutta insieme allo stesso tempo. Io sono ancora meravigliato da quella scena.

(source: http://www.harpersbazaar.co.uk/culture-news/staying-in/tom-hiddleston-on-lawrence-of-arabia)

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