POEMS THAT MAKE MEN CRY (by Tom Hiddleston)

(Sunday Times Magazine – Mar 30, 2014)

I read this poem often, once a month at least. In the madness and mayhem of modern life, where every man seems committed to an endless search for the approval and esteem of his fellows and peers, no matter what the cost, this poem reminds me of a basic truth: that we are, as we are, “enough”.

Most of us are motivated deep down by a sense of insufficiency, a need to be better, stronger, faster; to work harder; to be more committed, more kind, more self-sufficient, more successful. But this short poem by Derek Walcott is like a declaration of unconditional love. It’s like the embrace of an old friend. He brings us to an awareness of the present moment, calm and peaceful, and to a feeling of gratitude for everything we have. I read it to my dearest friends after dinner once, and to my family at Christmas, and they started crying, which always, unfailingly, makes me cry.

Love After Love

by Derek Walcott

The time will come

when, with elation,

you will greet yourself arriving

at your own door, in your own mirror,

and each will smile at the other’s welcome,

and say, sit here. Eat.

You will love again the stranger who was yourself.

Give wine. Give bread. Give back your heart

to itself, to the stranger who has loved you

all your life, whom you ignored

for another, who knows you by heart.

Take down the love letters from the bookshelf,

the photographs, the desperate notes,

peel your own image from the mirror.

Sit. Feast on your life.

§ § §

(traduzione libera ad opera delle admin del sito)

(Nota del traduttore: Nel marzo 2014 a Tom Hiddleston viene chiesto di contribuire, con la scelta di una poesia, ad una raccolta antologica dal titolo “Poesie che fanno piangere gli uomini”. Il libro, che mette insieme le preferenze di molti altri personaggi noti, nasce da un progetto per raccogliere fondi a favore di Amnesty International. Per l’occasione Tom sceglie Amore dopo amore, del Nobel Derek Walcott, scrivendo anche una breve introduzione che ne spiega, in parte, le motivazioni).

POESIE CHE FANNO PIANGERE GLI UOMINI

di Tom Hiddleston

(Sunday Times Magazine – 30 Marzo, 2014)

Leggo questa poesia spesso. Una volta al mese almeno. Nella follia e nel caos della vita moderna, in cui ogni uomo sembra impegnato in una ricerca senza fine per l’approvazione e la stima dei suoi compagni e colleghi, non importa a quale prezzo, questa poesia mi ricorda una verità fondamentale: che noi siamo, come siamo, abbastanza.

La maggior parte di noi è motivata perché spinta da un senso di insufficienza, un bisogno di essere migliore, più forte, più veloce; a lavorare di più; per essere più impegnati, più gentili, più autosufficienti, più di successo. Ma questa breve poesia di Derek Walcott è come una dichiarazione d’amore incondizionato. È come l’abbraccio di un vecchio amico. Egli ci porta alla consapevolezza del momento presente, calmo e pacifico e ad un sentimento di gratitudine per tutto quello che abbiamo. Una volta, dopo cena, l’ho letta ai miei amici più cari, e alla mia famiglia, a Natale, e hanno iniziato a piangere, come sempre, immancabilmente, fa commuovere anche me.

Amore dopo amore

di Derek Walcott

Tempo verrà

in cui, con esultanza,

saluterai te stesso arrivato

alla tua porta, nel tuo proprio specchio,

e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro

e dirà: Siedi qui. Mangia.

Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.

Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore

a se stesso, allo straniero che ti ha amato

per tutta la tua vita, che hai ignorato

per un altro e che ti sa a memoria.

Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,

le fotografie, le note disperate,

sbuccia via dallo specchio la tua immagine.

Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.

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